
Alice, agosto 2023
Fin da bambina rimanevo affascinata dalle superfici riflettenti, al di là del fatto che fossero realmente specchi. Ricordo che amavo osservare il soffitto della casa dei miei nonni ed immaginavo di vivere in un mondo capovolto in cui “scavalcavo” soglie per accedere alle stanze, in cui i lampadari sorgevano dal pavimento, in cui lo spazio era vuoto, privo di mobili ed orpelli.
Nella casa di famiglia, che non posso più chiamare “mia”, il soffitto era ricoperto da un linoleum traslucido marrone cupo e rifletteva tutto ciò che c’era in casa, comprese, ovviamente, le persone ed i gatti. In questo caso attendevo la sera, quando ci si ritirava nelle proprie stanze, per sdraiarmi sul divano del salotto ed immaginare il mio mondo solitario a testa in giù.
Ogni volta che piove esco con la mia macchina fotografica e cerco di ritrovare, riflesso nelle pozzanghere, il mio solitario mondo al contrario.