
étretat, luglio 2020
Avevano appena riaperto dopo il primo ed impensabile lockdown del 2020, ricordo che quando cominciarono le chiusure in Cina, a febbraio del 2020, pensai “lo possono fare in Cina, ma non sarà mai possibile in Italia”… e non è stato così, siamo stati imprigionati dentro le nostre stesse case, separati da chi faceva parte della nostra famiglia solo perché residenti in comuni limitrofi, un tempo consumato che nessuno potrà mai renderci… noi, fortunatamente, privi di TV e della orrenda, quotidiana, mistificata conta dei morti… ricordo quella triste Pasqua passata davanti lo schermo del telefono in una virtuale condivisione con la mia numerosa e separata famiglia… appena fu possibile presi la macchina e, insieme a mio figlio che doveva ancora compiere 14 anni, ci siamo messi in viaggio, abbiamo percorso l’intero perimetro della Francia, costeggiando la Costa Azzurra, salendo per i Pirenei e poi via via fino all’atlantico, abbiamo percorso la costa fermandoci lungo i luoghi simbolo della prima guerra mondiale, mio figlio usciva allora da questo anomalo esame di III media sostenuto davanti lo schermo di un PC con un’idea romantica della guerra… ed era importante che si rendesse conto che la guerra non ha mai nulla di romantico… siamo andati avanti fino ad Ypres, in Belgio, in un meraviglioso museo storico che narrava con agghiacciante realtà l’orrore provato dal suo creatore nel primordiale uso del gas nervino… e poi abbiamo concluso il nostro “giro” percorrendo il lato francese della Mosella fino a Verdun, al fort de Douaumont, dove per circa 300 giorni continuarono ad uccidersi reciprocamente Francesi e Tedeschi nel tentativo di riprendere il controllo del forte, arrivando nello sterminato campo di grano ai piedi del forte, mio figlio ha detto “si sentono ancora le grida di dolore”, a quel punto ho potuto considerare finito il nostro viaggio di “istruzione” e siamo tornati a casa…
tutto questo viaggio è stato fotografato con l’unica lente da 85mm che considero “il mio occhio”
ho fatto anche io un viaggio simile, ma partendo dall’Olanda dove vivo e attraversando la Francia fino alla Normandia…e davanti all’immensa spiaggia di Omaha beach ho provato la stessa sensazione che ha provato tuo figlio. Credo che hai ispirato la mia prossima storia e la prossima foto…Etretat è stata una magica scoperta.
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